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Pellegrinaggio in Terra Santa Partenza da Cagliari Viaggio Religioso di 8 Giorni dal 24 Settembre al 1° Ottobre 2018 da 1250 €

Pellegrinaggi in Terra Santa Partenza da Cagliari
Offerta Viaggio in Terra Santa Partenza da Cagliari. Viaggio Religioso di 8 Giorni e 7 Notti dal 24 Settembre al 1° Ottobre 2018. Pacchetto Viaggio & Pellegrinaggio comprende voli di Linea da Cagliari per Tel Aviv via Roma Sistemazione in Hotel 3 Stelle in Pensione Completa Escursioni con Ingressi Inclusi Pellegrinaggi con Guida Spirituale Assistenza ed Assicurazione da 1250 € a persona in camera doppia


PACCHETTO PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA DA CAGLIARI

Categoria

Terra Santa dalla Sardegna

Offerta

Pellegrinaggio in Terra Santa da Cagliari

Pacchetto Viaggio

Volo di Linea da Cagliari + Transfer + Tour + Pellegrinaggi + Assistenza 

Destinazione

Tel Aviv - Tabor - Nazareth - Betlemme  - Gerusalemme - Gerico - Mar Morto - Ain Krem

Partenza da

Da Cagliari via Roma FCO

Durata / Data Pacchetto

8 Giorni 7 Notti dal 24 Settembre al 1° Ottobre 2018

Servizi Inclusi

 Guida Spirituale Ingressi nei Musei Inclusi

Hotel / Trattamento

Hotel 3 Stelle Superio in Pensione Completa

Prezzo a persona

1250 € + 70 € Tasse Aeroportuali + 35 € Iscrizione

PROGRAMMA DEL PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA DA CAGLIARI

1° GIORNO : CAGLIARI / TEL AVIV / BETLEMME
Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Cagliari Elmas; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Tel Aviv con voli di Linea via Roma Fiumicino. Arrivo e proseguimento per Betlemme. Sistemazione in albergo o casa religiosa, cena e pernottamento.

2° GIORNO : EN GEDI / QASR EL YAHUD / MAR MORTO / BETLEMME
Dopo la prima colazione, partenza in bus per En Gedi, oasi nel mezzo del deserto del Neghev, luogo che è un miracolo di bellezze naturali e spirituali, dove si respirano i profumi del Cantico dei Cantici e del Diletto. Proseguimento per Qasr El Yahud, sul Giordano, luogo che ricorda il Battesimo ricevuto da Gesù per mano di Giovanni Battista. Passando per la piana di Gerico, faremo una tappa sul Mar Morto in località Kalia e possibilità di fare il Bagno. Rientro a Betlemme: tempo permettendo faremo una sosta nei pressi del monastero ortodosso di San Giorgio in Koziba, abbarbicato alla parete del Wadi Kelt ed esempio perfetto di un monastero nel deserto: secondo la tradizione qui soggiornò il profeta Elia durante il suo viaggio al Sinai; qui San Gioacchino pianse la sterilità della moglie Anna e qui un angelo gli annunciò il concepimento di Maria. Rientro a Betlemme per la visita alla Basilica della Natività: è stato l’evangelista Luca a narrare la nascita di Gesù in una grotta, e la venerazione di questo luogo ha origini antichissime. Visita alle grotte sotto la chiesa di Santa Caterina, a quella di San Girolamo e a quella dei Santi Innocenti.

3° GIORNO : PASSAGGIO IN SAMARIA / SEFFORIS / NAZARETH  
Dopo la prima colazione, partenza per la “Galilea delle genti” attraversando la famosa regione della Samaria (visita che va riconfermata in loco), dove faremo una sosta nella chiesa ortodossa di Nablus che conserva nella cripta il pozzo di Giacobbe. Gesù sicuramente passò da queste parti almeno una volta: il paesaggio qui è stupendo e ricco di testimonianze bibliche. Sosta al sito di Sebastia e pranzo. Arrivo a Sefforis, la città più importante ai tempi di Gesù tanto che Antipa (figlio di Erode) ne volle fare l’ornamento di tutta la Galilea, diversamente da Nazareth che era costituita da grotte. Proseguimento per Nazareth, dominata dalla massiccia basilica dell’Annunciazione, visibile da qualsiasi punto della città e costruita sull’antica planimetria della chiesa crociata. Visita al Museo francescano, alla chiesa di San Giuseppe e alla sua grotta, che a partire dal XVII sec. è stata identificata come la bottega di Giuseppe.

4° GIORNO IL LAGO DI TIBERIADE
Dopo la prima colazione, partenza per il Lago di Tiberiade, che nel Nuovo Testamento ha un ruolo molto importante: qui e soprattutto lungo la riva nord, sorgono numerose località in cui fu attivo Gesù, che fece di Cafarnao, un semplice villaggio di pescatori, il centro del suo ministero in Galilea, mentre i suoi primi e principali discepoli provenivano da Betsaida. Sosta in località Tabgha area identificata dai pellegrini come legata all’episodio della Moltiplicazione dei Pani e dei pesci (Mc 6,30) e del Primato di Pietro (Gv 21). In tempo utile salperemo in battello per la navigazione sul Lago.  Nel pomeriggio rientreremo a Nazareth per terminare le visite. Se possibile sosta a Cana di Galilea.

5° GIORNO: TABOR / GERUSALEMME: MONTE DEGLI ULIVI
Dopo la prima colazione, partenza per il monte Tabor, la cui perfetta forma conica ha contribuito a creare la fama di monte sacro. Nel 348 fu Cirillo di Gerusalemme ad identificarlo come luogo dell’episodio della Trasfigurazione. Visita alla Basilica francescana e partenza per Gerusalemme. Prima di entrare nella città santa saliremo sul Monte degli Ulivi, in località Betfage, per ricordare l’ingresso messianico di Gesù (Mc 11,1): nei pressi di una terrazza panoramica godremo di una meravigliosa vista sulla città vecchia. Raggiungeremo a piedi la chiesa del Pater Noster, costruita sui resti della basilica costantiniana di Eleona, e il Dominus Flevit, dove ricorderemo il pianto di Gesù davanti alla città di Gerusalemme. Sistemazione in albergo o casa religiosa, cena e pernottamento.

6° GIORNO : GERUSALEMME / MONTE SION / GETZEMANI / QUARTIERE EBRAICO
Rileggiamo il racconto della passione e risurrezione di Gesù, secondo il racconto dell’evangelista Marco lungo i santuari del Monte Sion. Partiremo dal Cenacolino (francescano), proseguiremo al Cenacolo, la sala dell’ultima cena di Gesù, e termineremo le visite alla Chiesa di S. Pietro in Gallicantu. A piedi (per chi vuole in bus), passando per la valle del Cedron, raggiungeremo la base del Monte degli Ulivi, dove visiteremo la Grotta dell’Arresto, la Tomba della Madonna e la Basilica del Getzemani.

Nel pomeriggio visiteremo a piedi il quartiere ebraico, cominciando dal Muro Occidentale, chiamato Kothel, per gli ebrei il muro dell’attesa. Da questa prospettiva scorgeremo le cupole delle imponenti moschee islamiche di Al’Aqsa e della Roccia – non visitabili.

7° GIORNO : GERUSALEMME / VIA DOLOROSA
La via Dolorosa è definita dalla fede: nella notte del giovedì santo i pellegrini bizantini erano soliti recarsi in processione dalla chiesa di Eleona (sul Monte degli Ulivi) al Calvario, ed entravano in città vecchia dalla porta di S.Stefano. Solo nel XVI sec. i francescani organizzarono un percorso devozionale per i pellegrini che volevano seguire le orme di Gesù a Gerusalemme. Anche noi come gli antichi pellegrini, partendo dalla Porta dei Leoni e attraversando il quartiere arabo, visiteremo la chiesa di S. Anna e la Piscina Probatica. Da qui faremo alcune soste lungo la “Via Crucis di Gesù”: alla Chiesa della Flagellazione e al Museo Francescano; alla 7° e alla 9° stazione (dove si trova il patriarcato copto); al Monastero Russo dedicato a S. Alessandro Nevski, dove si trova una soglia che, a parere di alcuni archeologi, può essere messa in relazione con l’antica porta delle Mura di Gerusalemme che Gesù ha varcato per salire al Calvario. Finalmente raggiugeremo la Basilica del Santo Sepolcro (detta dell’Anastasis) per una visita dettagliata di tutte le sue cappelle, che ospitano le tante chiese d’oriente che nei secoli hanno vi costruito i propri altari: armeni, copti, greci, i latini e siriani. Pomeriggio libero o si terminano le visite di Gerusalemme. Cena e pernottamento in albergo.

8° GIORNO : GERUSALEMME / AIN KAREM / TEL AVIV / cagliari
Dopo la prima colazione partenza per Ain Karem, per la visita al santuario dedicato a Maria e ad Elisabetta. In coincidenza con i propri voli trasferimento in aeroporto, disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Cagliari.

Operativo voli di Linea Alitalia: Cagliari / Roma / Tel Aviv ( Soggetto a riconferma )

Data Aeroporti di partenza Orari di Partenza Aeroporto di arrivo Orari di Arrivo

24 Settembre

Cagliari Elmas 06:20 Roma Fiumicino 07:25
Roma Fiumicino 09:30 Tel Aviv
13:50

1° Ottobre

Tel Aviv
15:40 Roma Fiumicino 18:30
Roma Fiumicino 21:50 Cagliari Elmas 22:55

Documenti necessari: passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di inizio del Viaggio.

Terra Santa
“I luoghi dove Gesù ci insegna la misericordia: un amore grande, profondo verso di noi, un amore che non viene meno”

Terra Santa e Gesù

La Terra Santa non è una meta come tutte le altre. Culla di civiltà millenarie, è una terra resa santa dalla vita di Gesù ma anche dalla nascita e dallo sviluppo delle prime comunità cristiane.
La Terra santa è molto importante per la cristianità, principalmente perché è il luogo in cui nacque, predicò, fu crocifisso e ivi risorse Gesù Cristo.
Dal 1219, anno del viaggio di San Francesco di Assisi, l'Ordine dei frati minori è presente in Terra Santa; oltre un secolo più tardi, nel 1342, papa Clemente VI riconobbe all'Ordine il diritto di rappresentare la Chiesa cattolica nei luoghi santi, già riconosciuto dai musulmani grazie alla donazione del francescano re di Napoli Roberto d'Angiò; la provincia francescana di Terra santa è più diffusamente conosciuta come Custodia di Terra Santa.
Tel Aviv
letteralmente "collina della primavera" è una città israeliana sulla costa del mar Mediterraneo. Tel Aviv è anche il centro dell'area metropolitana più grande e popolosa in Israele, denominata Gush Dan (Blocco di Dan). È il principale centro economico di Israele. È stata la capitale d'Israele dal 1948 al dicembre 1949 ed è ancora sede della maggior parte delle ambasciate straniere presso quello stato, dato che la proclamazione da parte di Israele di Gerusalemme come capitale non è riconosciuta da diverse risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e nessuno stato ha l'ambasciata in tale città.
Nazareth
Nazareth è una città di 73.658 abitanti del Distretto Nord di Israele, nella regione storica della Galilea. La maggioranza della popolazione è cittadina araba di Israele che si divide in 31,3% cristiani e 68,7% musulmani.
Nazareth è famosa universalmente come la città di origine di Gesù, che secondo i Vangeli, pur essendo nato a Betlemme, vi abitò durante la sua infanzia e giovinezza. A Nazaret inoltre, sempre secondo i Vangeli, avvenne l'Annunciazione, cioè l'annuncio della sua prossima nascita, che venne fatto a sua madre Maria dall'Arcangelo Gabriele. Il 14 maggio 2009 si è recato in visita apostolica a Nazaret Papa Benedetto XVI.
Il Lago di Tiberiade
Situato a 213 m sotto il livello del mare, ha una profondità massima di 43 m: si tratta del lago d'acqua dolce più grande della Terra sotto il livello del mare, superato per dimensioni solo dal mar Morto che è però un lago d'acqua salata. Il lago si trova nella Grande fossa tettonica, depressione creatasi dal distacco delle placche araba e africana e nella quale, da nord a sud, scorrono le acque del fiume Giordano che alimentano il lago. Per tale motivo la zona è caratterizzata da elevata sismicità, mentre in passato era presente anche una certa attività vulcanica come testimonia la presenza di rocce basaltiche ed ignee.
Il territorio della Terra Santa
Il territorio della Terra Santa può essere suddiviso in quattro grandi aeree geografiche differenti, che corrispondono anche alle quattro zone climatiche: la fascia costiera che costeggia il mare mediterraneo e le pianure, la fascia montuosa centrale, le regioni aride e desertiche e la valle del fiume Giordano e la Valle dell’Arava. L’intero Stato d’Israele come estensione corrisponde, all’incirca, alla nostra regione Calabria, non superando una superficie di circa 22.000 Kmq. Dalle condizioni geofisiche è intuibile comprendere come tutto il territorio d’Israele e molto vario, si passa dalla verdeggiante e fertile Galilea alla più arida e desertica Giudea. Il Paese a est racchiude la cosiddetta Fossa Giordanica la quale raggiunge, nella zona del lago di Galilea, i 200 metri sotto il livello del mare per poi giungere al Mar Morto dove la depressione arriva fino ai 400 metri sotto il livello del mare.
La presenza di tante razze e culture fa emergere come anche le diverse religioni rendono quest’area del Medioriente oltremodo attraente e emozionante. Non a caso, Gerusalemme,  Yerushalayim (per gli ebrei),  Al Quds (la santa per i musulmani) è la capitale delle tre religioni monoteistiche, nella quale vivono tutti i figli di Abramo: cristiani, ebrei e musulmani.  E’ evidente che per noi cristiani è la terra nella quale è nato, vissuto, morto e risorto Gesù di Nazaret, è vissuta Maria la madre del Signore, Giuseppe il carpentiere padre putativo di Gesù, gli apostoli e i primi giudei cristiani che ci hanno tramandato la fede nell’unico vero Dio che ha tanto amato il mondo da donarci il suo Figlio, morto per tutta l’umanità e per ciascuno di noi riscattandoci dal peccato originale commesso dai nostri progenitori Adamo e Eva. Percorrere i luoghi legati alla vita terrena di Gesù, soffermarsi nei siti dove la Parola è stata annunciata comprendendo come Gesù sia l’unica «Via, Verità e Vita», suscita un’emozione spirituale incredibile, che in molti si manifesta con una sensazione d’incontro quasi fisico con il Maestro di Galilea. E’ innegabile, quindi, che per ciascun credente peregrinare in Terra Santa significa andare alla radice del suo essere cristiano, andare nell’unico luogo nel quale il Figlio di Dio, Gesù di Nazaret, si è incarnato «hic…verbum caro factum est». Il Santo Padre Paolo VI, in quest’anno ricorre il 50° anniversario del Suo pellegrinaggio in Terra Santa, ha definito la Terra Santa il «il quinto Vangelo». Conoscere questa terra, la sua storia millenaria, il suo ambiente umano, geografico e culturale contribuisce efficacemente a una più vitale comprensione del messaggio della Sacra Scrittura. Oggi si è si è determinati nel credere che accanto al progressivo sviluppo della Storia della Salvezza esista anche una Geografia della Salvezza.
E’ bello salutarci come sono soliti fare gli Ebrei, dopo il pellegrinaggio nella Città Santa, manifestando così il profondo anelito di voler sempre ritornare alle radici della loro fede: «l’anno prossimo a Gerusalemme». 
Pellegrinaggi
Che cos’è un pellegrinaggio?

Pellegrinaggio è un percorso di conversione in cui l’uomo si mette in contatto con Dio. Lasciare il proprio ambiente, mettersi in cammino verso un traguardo al termine del quale non solo incontrare il Signore, ma ritrovare anche se stessi. Ecco le parole del teologo S.E. Mons. Bruno Forte su come il pellegrino deve vivere il suo cammino.
Perché fare un pellegrinaggio?
La risposta a questa domanda parte dal cuore stesso della fede cristiana: i discepoli di Gesù non credono in un Dio astratto, generico, lontano dalla vicenda umana, ma nel Dio che è entrato nella storia, che ha parlato ai santi e ai profeti e si è fatto carne nella pienezza del tempo. Il cristianesimo non è la religione della salvezza dalla storia, ma della salvezza della storia, di una salvezza cioè che passa attraverso gli eventi e le parole intimamente connessi in cui si compie l’auto-comunicazione divina. Ecco perché i luoghi in cui si è svolta la storia della rivelazione sono così importanti per la fede dei Cristiani: essi fanno comprendere meglio quanto Dio ha voluto dirci di sé, aiutandoci ad entrare nel Suo linguaggio ad assaporare in profondità le Sue parole. Le pietre dei Luoghi Santi nutrono la fede dei figli di Dio (in ebraico eben = pietra richiana ben = figlio, il che consente il gioco di parole che per esempio è evocato dalla frase di Gesù in Mt 3,9: “Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre”).

Come vivere il pellegrinaggio
Perché il pellegrinaggio produca questi frutti è necessario prepararsi ad esso e viverlo nella maniera più intensa: è la stessa Scrittura che ci dice come. Lo fa attraverso i Salmi che venivano pregati e cantanti durante la salita a Gerusalemme, meta del continuo pellegrinaggio del popolo dell’Alleanza. Le condizioni necessarie sono così descritte: il pellegrino deve avere ben presente il suo punto di partenza, l’insieme cioè di quelle domande profonde, che sono alla base dell’angoscia esterna ed interna ad ogni cuore (si legga il Sal 120: “Nella mia angoscia …”)  Insieme a questa presa di coscienza, però, il pellegrino deve invocare gli occhi della fede per riconoscere il Pellegrino divino che cammina con lui, il Signore, custode d’Israele (Sal 121: “Il Signore è il Tuo custode”; in questo Salmo ritorna sei volte la radice del verbo shamar = custodire. Shomer è il custode). Il pellegrinaggio così intrapreso diventa memoria della vita: memoria della gioia e del dolore, delle speranze e delle delusioni, ma anche della fedeltà di Dio (Sal 123: guardare al Signore a partire dalla prova e Sal 124: far memoria della fedeltà di Dio che mai ci abbandona). La memoria della prova si traduce così nell’invocazione piena di speranza (Sal 125: alla stabilità di Gerusalemme e del credente, circondato dal Signore, si affaccia la violenza e la tentazione di usarla, ma nasce anche nel cuor l’invocazione della pace).  Facendo memoria della liberazione compiuta da Dio nei luoghi della storia della salvezza, si ravviva la speranza della liberazione futura e si guarda alla prova personale e collettiva alla luce della fedeltà potente del Signore (Sal 126). La memoria suscita così la confessione che tutto è grazia (Sal 127: è Dio che opera; se no invano faticano i costruttori…): con la fede il pellegrino conoscerà la beatitudine dell’uomo che teme il Signore e lo benedirà (Sal 128). La memoria del male ricevuto e la memoria della colpa invocano però soprattutto la riconciliazione: “Vi benediciamo nel nome del Signore” (Sal 129). Nel bellissimo Sal 130 si offre un compendio di tutto questo: al grido che sale dal profondo e si esprime nella “strofa del Tu”, vera e propria memoria della colpa (vv. 3-4), seguono la “strofa dell’io”, della speranza e dell’attesa (vv. 5-6), ed infine la “strofa d’Israele”, che canta l’esperienza della solidarietà del popolo redento (vv. 7-8). Il pellegrinaggio conduce così all’esperienza della pace che viene da Dio: con l’atteggiamento espresso dal Sal 131, il pellegrinaggio vive l’affidarsi perdutamente al Signore come bimbo nelle braccia della madre ed è in grado di testimoniare e cantare la speranza che non delude. Questo salmo è veramente figura della Pasqua in Cristo, via e meta di ogni pellegrinaggio.
La pace dopo il pellegrinaggio

La pace così ottenuta non riguarda solo l’individuo, ma crea una nuova fraternità dell’alleanza fondata sulle promesse di Dio (Sal 132). Il pellegrinaggio si apre ormai alla via del ritorno: il pellegrino saluta i compagni di viaggio e invita a benedire il Signore, mentre su di lui scende la benedizione di Dio (Sal 134). Sgorga dal cuore la lode alla misericordia dell’Eterno che trasforma e custodisce i nostri cuori nella nuova vita, operando in noi le meraviglie che ha compiuto nei nostri Padri (Sal 135). Il Sal 136 – la grande litania di ringraziamento – è in tal senso la vera preghiera del ritorno, la testimonianza dell’indimenticabile grazia vissuta dai pellegrini di Dio…

Additional Info

  • L'offerta Comprende:


    - Volo di linea Alitalia a/r da Cagliari via Roma in classe economica.
    - Tasse aeroportuali da confermare al momento dell’adesione (considerata € 215 per persona).
    - Sistemazione in Case Nove o alberghi equivalenti a 3 stelle locali in camera doppia con servizi.
    - Trattamento di pensione completa dalla cena del 1° giorno alla colazione dell’ultimo.
    - Animatore spirituale.
    - Auricolari con un minimo di 20 partecipanti.
    - Visite ed escursioni come da programma con ingressi inclusi.
    - Assicurazione medico-bagaglio
    - Materiale di cortesia (guida*, borsa a tracolla o zaino).

  • L'offerta non comprende:


    - Quota d'Iscrizione 35 €
    - Tasse Aeroprotuali 70 €

    - Bevande ai pasti.
    - Mance – obbligatorie – circa € 35 per persona.
    - Assicurazione contro le penalità di annullamento
    - Extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

  • Supplementi e Riduzioni:


    - Supplemento Singola Euro 290 tutto il tour

Richiedi informazioni su questo pacchetto, offerta n° 750


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